ALLEVAMENTO LABRADOR RETRIEVER

A PROPOSITO DI ESPOSIZIONI CANINE DI BELLEZZA

on 22 July 2010

Era il 26 ottobre 1996 quando partecipai alla mia prima esposizione canina in veste di commissario di ring.


Il gruppo cinofilo della mia città ricercava persone appassionate per l’organizzazione della seconda esposizione internazionale canina di Parma, ed io mi resi disponibile.
A casa avevo già 2 labrador, per questo chiesi alla segreteria di affiancare il giudice assegnato a questa razza.
Il giudice era la Signora Angela Ciceri; persona molto umana e gentile ; ricordo con quanto passione mi spiegava i pregi e difetti di ogni soggetto ed i suoi giudizi erano pieni di trasporto e calore; non so dire quanto fossero corretti (all’epoca ne capivo veramente poco di labrador) comunque raramente ho incontrato giudici con quella passione e cordialità.
Ci presi gusto ed in seguito partecipai sempre come commissario di ring a diverse esposizioni (circa 30 tra cui Europea di Genova e Mondiale di Milano) fino all’anno 2000.
In seguito il lavoro di segreteria lasciò il posto alla frequentazione delle expò in veste di espositore…
Questa premessa è dovuta per spiegare che un pochino so come funziona e come si è evoluto questo strano mondo delle esposizioni canine di bellezza.
In questi anni ho vissuto tutte le esperienze possibili sul campo; dalle vittorie alle delusioni, dalle emozioni del bordo ring a quelle dentro e so come funzionano/non funzionano le cose.

Molti mi chiedono il senso delle esposizioni canine di bellezza…Ebbene, non c’è nessun senso e nessuna “giustizia”in queste manifestazioni in cui un giudice è chiamato a dare un giudizio estetico su uno o più soggetti appartenenti ad una razza.

Capita infatti spessissimo che un cane giudicato per esempio primo eccellente il giorno prima, venga “cacciato fuori” con un pessimo giudizio il giorno dopo. A due giorni di distanza il cane e probabilmente le sue condizioni sono le stesse, invece il giudice e quindi il suo giudizio soggettivo è diverso. Abbastanza assurdo è vero, ma chi frequenta da tempo le esposizioni come me sa che tutto questo fa parte del gioco, liberi di accettare (e quindi partecipare) oppure no.

Diciamo anche che molto spesso complici delle vittorie sono l’esperienza (saper esporre bene un cane facilita il risultato anche di un soggetto mediocre), la fortuna, ed a volte, la conoscenza personale del giudice.

E’ vero che un soggetto particolarmente dotato, con più o meno fatica, riuscirà magari a chiudere il campionato di bellezza, ma è anche vero che tantissimi soggetti meritevoli e forse ancor più belli dei “Campioni”, non riusciranno mai ad arrivare al traguardo.

Sicuramente le esposizioni non sono meritocratiche!

Ci sono poi Campioni e Campioni (ormai tutti sono Campioni di qualche Stato in giro per il mondo). Per esempio, per far diventare un cane campione di San Marino o Malta, vi assicuro che la fatica più grande è pagare l’iscrizione (piuttosto alta) nel primo caso, e raggiungere il luogo nel secondo caso. Questo perché ci sono Stati in cui il CAC (Certificato di Attitudine al Campionato) viene dato in tutte le classi d’iscrizione, i soggetti iscritti sono pochissimi (quindi c’è poca concorrenza), e con soli 2 certificati conquisti il Titolo.

Contrariamente a prima, in tutto questo un senso c’è; poter vantare all’interno del proprio allevamento la presenza di Campioni…Di dove o di cosa poco importa, perché la gente comune che non frequenta le esposizioni, non discerne tra le varie tipologie.

Bisogna dire che intorno al mondo delle esposizioni ci sono anche alcune cose positive; altrimenti saremmo tutti dei masochisti.

Premesso che noi frequentatori siamo dei grandi narcisisti, c’è una soddisfazione personale e oggettiva nel presentare un soggetto (meglio ancora se allevato da noi) che presenta tutte le caratteristiche della razza, che viene apprezzato dal giudice e che magari quel giorno, se coincidono i fattori elencati prima, raccoglie anche un risultato.

E’ la soddisfazione che risulta dall’aver fatto un buon lavoro.

Anche se la soddisfazione più grande dovremmo trovarla in qualcosa di più concreto di un expò, magari in noi stessi e nella nostra conoscenza.

A mio parere il valore vero delle esposizioni sta nel confronto con il lavoro di altri allevatori, questo al di là delle classifiche, rendersi conto magari che stiamo andando nella direzione sbagliata e quindi avere l'umiltà di fare un passo indietro, tornare a casa e reimpostare il proprio progetto di allevamento, oppure renderci conto che stiamo andando nella giusta direzione e quindi siamo stimolati a procedere.

Senza il confronto con gli altri non si può andare avanti e questo sforzo lo dobbiamo fare per mantenere tutte le meravigliose caratteristiche della razza: questo è il SENSO delle esposizioni.

Un’altra caratteristica a mio parere positiva delle esposizioni è il legame che nasce con persone che hanno la tua stessa passione; a volte si creano tra “espositori”legami forti, collaborazioni e amicizie.

Altre volte i rapporti si limitano alla superficie; ti trovi nel luogo della gara, dopo aver fatto centinaia di km e ti “scontri” con i soliti volti conosciuti, con alcuni magari non hai mai scambiato una parola, al limite un timido “ciao”.

Ma tutto questo contribuisce a creare un ambiente particolare, quasi “protetto”, non sempre amichevole ma conosciuto e familiare.

Detto tutto ciò, se ancora avete voglia di portare il vostro Labrador in esposizione, i regolamenti principali da seguire sono i seguenti:

  • Indispensabile avere un soggetto con Pedigree e quindi con numero di iscrizione LOI (necessario per iscrivere il cane);
  • Contattare il comitato organizzatore dell’esposizione (molto spesso gruppi cinofili e delegazioni ENCI di zona), almeno un mese prima del giorno dell’esposizione.
  • Iscrivere il soggetto, compilando un apposito modulo accompagnato dal pagamento di una tassa d’iscrizione.

Alle mostre vengono fatte delle classifiche e si danno delle qualifiche. I cani vengono divisi in classi:

  1. CLASSE CAMPIONI
  2. CLASSE LIBERA
  3. CLASSE INTERMEDIA
  4. CLASSE GIOVANI
  5. CLASSE LAVORO
  6. CLASSE JUNIORES

Nell’ambito di ogni classe, si assegnano le qualifiche:

  1. ECCELLENTE(ECC)
  2. MOLTO BUONO (M.B.)
  3. BUONO (B)
  4. ABBASTANZA BUONO (A.B.)
  5. SUFFICIENTE (SUFF)

Alle esposizioni si assegnano anche dei “cartellini” ai cani migliori, CAC e CACIB, i certificati di attitudine al Campionato Italiano e al Campionato Internazionale di bellezza.

L’elenco di tutte le manifestazioni cinofile potete trovarlo nel sito internet dell’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), all’indirizzo: http://www.enci.it/manifestazioni/calendari.php E se avete voglia di seguire in rete un’ esposizione di Labrador, andate qui.

Figure fondamentali del mondo delle esposizioni sono oltre a noi espositori: i Giudici, gli assistenti dei giudici e il delegato Enci.

Mi piace terminare questo “viaggio” personale nel mondo delle expò riportando come vengono descritte queste figure nel “Breviario allegro del cinofilo” scritto da Giorgio Cacciari nel 1976.

IL GIUDICE

“IL GIUDICE Italiano o straniero, è indispensabile per la riuscita di una mostra canina. Se la mostra è internazionale, il giudice può essere anche straniero, francese, inglese, tedesco, della Terra del Fuoco, è un uomo insomma al di sopra delle parti.

Come tale imparziale. Dal lunedì al venerdì, parla italiano. Occorre che sia capace e conosca, ovviamente, le razze che giudica. Alto o grasso, magro o piccolo, il giudice può essere anche un allevatore. Nella vita di ogni giorno, di solito, compie un lavoro qualunque. Ma la domenica, e nelle altre feste comandate si trasforma. Diventa un arbitro, parla italiano, inglese, francese, cinese, tedesco ecc..Il linguaggio di tutti gli uomini. Nei giorni di sabato e domenica, di solito dedicati alle mostre canine, usa parole e linguaggi diversi. Dice cac, dice cacib, molto buono, eccellente, parla di groppe corte, di reni lunghi, di giogaia e di cose del genere. Abita dentro ad un grande ring e fa parte del pianeta-cane.

L’ASSISTENTE DEL GIUDICE

Maschio o femmina, di solito è giovane e desideroso d’imparare. Abita ai fianchi del giudice e tiene in mano un registro, una matita. Ascolta il giudice e appunta. E’ un vero e proprio assistente al soglio della cinofilia. Anche lui parla un linguaggio strano, fatto di sigle. Qualche volta, si confida. E quando un amico gli chiede, in confidenza, quello che di un certo cane ha detto il giudice parla: peccato, dice, che il suo Tell abbia un poco di giogaia…Poi riprende il lavoro.

IL DELEGATO DELL’ENCI

Il suo nome appare regolarmente nei cataloghi, dopo quelli dei giudici. E’ il nome di una persona importante, un cinologo di buona fama, un uomo che conosce il regolamento. Arbitro degli arbitri, ha il compito di dirimere controversie, di stabilire punti fermi, di raccogliere reclami.
Si chiama Rossi, Verdi, Bianchi, Neri nella vita di tutti i giorni. Nel giorno della mostra canina dovrebbe chiamarsi Salomone: il ritratto della giustizia.”