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Il mio Labrador Retriever
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Anni fa, mi feci "accompagnare" da Pablo, il mio primo Labrador in Università: lo lasciai qualche minuto all'ingresso, all' uscita lo trovai circondato da un gruppo di studenti; ad un certo punto uno di loro, indicando Pablo, disse: " se devo pensare al cane, penso a lui…ecco il cane, il CANE PER ECCELLENZA". 
Questa affermazione fatta da un giovane studente mi fece riflettere…Finchè giunsi alla conclusione che il Labrador non è semplicemente un cane, è IL CANE e sicuramente il MIO CANE.

Ho passato l'infanzia circondata da Fox Terrier a pelo liscio, cani dalla grande indole e per i quali ho una fortissima ammirazione, ma il rapporto che ho con i miei Labrador è diverso … è una specie di affinità elettiva, d'intesa perfetta. 
Certo non sono i cani più "facili" di questo mondo, sono vivaci, distruttivi (da cuccioli), sempre in movimento, "appiccicosi", assalitori di tavole imbandite … tutto questo unito ad una mole notevole che non rende la convivenza facilissima.

Ma hanno d'altra parte un carattere così buono e gioioso, gli occhi così dolci ed espressivi che è facile perdonare loro qualsiasi cosa. 
Il piacere che provo tutte le mattine quando vengo svegliata dalle loro facce "felici" e dallo scodinzolio festoso è indescrivibile, un piacere che si rinnova e cresce giorno dopo giorno. 
La cosa straordinaria nel convivere con tanti cani è sentirne le differenze, palparne l'unicità. 
Ognuno ha la propria personalità ben distinta da quella degli altri. Ogni volta che tengo un cucciolo e lo vedo crescere, mi chiedo come sarà da adulto, come sarà il suo rapporto con me, con gli altri cani. Sarebbe bello considerarli tutti uguali ed amarli nell'identico modo, in realtà alcuni prendono il cuore più di altri, però tutti trasmettono le stesse fortissime emozioni. Alcuni mi conquistano con la loro immensa dolcezza, per altri provo un profondo rispetto dato da un carattere che spicca, altri sono semplicemente simpatici o buffi.

Tutti sono unici e perfetti nella loro imperfezione.

Spesso chi alleva viene considerato un "manipolatore" genetico, un amico mi rimprovera sempre di "giocare a fare Dio" decidendo gli accoppiamenti. 
In realtà chi alleva (per passione e non per commercio) ha un' anima e considera i propri cani una parte fondamentale della vita.

Dietro ad ogni accoppiamento c'è uno studio, un ragionamento ed un fine da perseguire: vedere alcune caratteristiche fondamentali morfologiche e caratteriali passare dalla madre al figlio e poi al nipote, magari rafforzate, ripaga di tutti i sacrifici che comporta l'avere un elevato numero di cani.